Travel to Montenegro
Città vecchia di Herceg Novi: dal porto a Kanli Kula
Audioguida gratuita

Città vecchia di Herceg NoviDal porto a Kanli Kula

Passeggiata audioguidata gratuita nella città delle scale, senza app

  • Gratis · senza app
  • 3 lingueME · EN · ES
  • Moderato
a piedi
70 min
percorso
⁨1,4 km⁩
tappe
11
Panoramica

Audioguida a piedi nella città vecchia di Herceg Novi: il porto dello Škver e il monumento al re Tvrtko, la passeggiata Pet Danica, la fortezza Forte Mare, i resti della Cittadella, le chiese di San Girolamo e di San Michele Arcangelo, la torre dell’orologio, piazza Nikola Đurković e la storia della Festa della mimosa, e infine la fortezza Kanli Kula. Nove tappe, circa un’ora e molte scale, con estensioni facoltative alla fortezza Španjola e al monastero di Savina.

L’audio in questa lingua arriverà presto

Il testo completo di ogni tappa è in questa pagina e nel lettore. Puoi ascoltare anche in:

Come funziona

  1. Premi play alla prima tappa

    Niente da installare. Meglio con le cuffie; funzionano anche i tasti della schermata di blocco e delle cuffie.

  2. Cammina al tuo ritmo

    Ogni tappa termina con le indicazioni per la successiva. Quando arrivi, tocca la tappa seguente.

  3. Oppure lasciati guidare dal GPS

    Scegli «Guidami (GPS)» all’inizio: ogni tappa comincia quando arrivi, finché questa pagina è aperta sullo schermo.

Percorso

La passeggiata sulla mappa

Il tour parte da: Porto dello Škver, monumento al re Tvrtko I. Tocca un numero per ascoltare quella tappa.

Tappa dopo tappa

11 tappe lungo il percorso

Ascolta, oppure leggi qui sotto la narrazione completa di ogni tappa.

Prima di partire

Benvenuti

Benvenuti a Herceg Novi. Questa è l’audioguida di Travel to Montenegro per la città vecchia. La passeggiata comincia qui, al porto dello Škver, accanto al monumento al re Tvrtko Primo. Ha nove tappe, dal mare fino alla fortezza di Kanli Kula, e dura circa un’ora. Alla fine potete salire ancora fino alla fortezza Španjola o camminare fino al monastero di Savina. Herceg Novi la chiamano la città delle scale. In questa passeggiata ce ne sono tante, e la pietra è liscia, soprattutto quando è bagnata. Indossate scarpe che non scivolano e portate acqua. Quando arrivate a una tappa, il racconto parte da solo. Se non parte, toccate la tappa sulla mappa. Tenete un orecchio libero per sentire cosa succede intorno a voi. L’ingresso a Forte Mare e a Kanli Kula è a pagamento; controllate gli orari sul posto. Andiamo.

  1. Lo Škver e il monumento al re Tvrtko1
    Tappa 1solo testo

    Lo Škver e il monumento al re Tvrtko

    Siete sullo Škver, il piccolo porto della città, l’ingresso a Herceg Novi dal mare. La figura di bronzo con la corona e la croce è il re Tvrtko Primo Kotromanić, il re di Bosnia che fondò questa città. Secondo la lapide nella torre dell’orologio, ne gettò le fondamenta nel maggio del milletrecentottantadue e la chiamò Santo Stefano. Voleva un porto all’ingresso delle Bocche e, come dice la sua carta a Dubrovnik, un mercato per vendere il sale. Il sale era allora una delle merci più preziose di questa costa. Il nome Santo Stefano non attecchì. La gente chiamava la città Novi, la nuova, perché era davvero nuova, molto più giovane di Kotor e delle altre città delle Bocche. Nel Quattrocento qui aveva la sua corte il duca Stjepan Vukčić Kosača, che qui morì nel millequattrocentosessantasei. Il suo titolo, herceg, cioè duca, ha dato alla città il nome che porta ancora oggi: Herceg Novi. Davanti a voi si apre l’ingresso delle Bocche di Cattaro, e sopra il porto, sulla roccia, si alza la fortezza Forte Mare. È lì che andiamo, ma prima una breve passeggiata lungo il mare.

    Verso la tappa successiva (⁨80 m⁩): Camminate verso est sulla passeggiata a mare, verso la fortezza sopra il porto. Dopo un centinaio di metri fermatevi dove la roccia della fortezza si alza proprio sopra il sentiero.

  2. La passeggiata Pet Danica e la vecchia ferrovia2
    Tappa 2solo testo

    La passeggiata Pet Danica e la vecchia ferrovia

    Questa è la passeggiata Pet Danica, la spina dorsale di Herceg Novi lungo il mare. L’ente del turismo la dà lunga circa sei chilometri, da Igalo a ovest fino a Meljine a est. In gran parte segue il tracciato di una vecchia ferrovia a scartamento ridotto. La linea arrivò a Zelenika nel millenovecentouno, e da qui i treni andavano verso Dubrovnik e Sarajevo. Fu chiusa nel millenovecentosessantotto. Quando i binari furono tolti, rimase un percorso pianeggiante lungo il mare, con qualche breve galleria. Il nome significa Cinque Danica. Ricorda cinque giovani donne che si chiamavano tutte Danica. Venivano dalle Bocche, si unirono ai partigiani e morirono nella Seconda guerra mondiale. Se andate verso ovest arriverete a Igalo. Lì si trova villa Galeb, il Gabbiano, costruita nel millenovecentosettantasei per Josip Broz Tito. Oggi fa parte dell’Istituto Igalo. Ora guardate in alto. La roccia sopra di voi regge la fortezza Forte Mare. Ai suoi piedi c’è una sorgente, e sopra una lapide di marmo con i versi del poeta Aleksa Šantić sulle Bocche. Secondo l’ente del turismo, nel milleseicentottantasette l’esercito della Lega Santa prosciugò questa sorgente per lasciare senz’acqua i difensori della città.

    Verso la tappa successiva (⁨50 m⁩): Tornate allo Škver e salite per le scale e il vicolo lungo le mura fino all’ingresso di Forte Mare, sul lato alto della fortezza. Sono circa trecento metri.

  3. La fortezza Forte Mare3
    Tappa 3solo testo

    La fortezza Forte Mare

    Davanti a voi c’è Forte Mare, cioè la fortezza sul mare. Sorvegliava l’ingresso alla città dal mare. L’ente del turismo di Herceg Novi ritiene che qui ci fosse il nucleo della città fondata da Tvrtko. La fortezza fu costruita e rimaneggiata dal Trecento al Seicento. La ricostruzione più grande la fecero gli Ottomani, che le diedero le dimensioni attuali. I Veneziani la restaurarono nel Seicento e le diedero il nome che porta ancora, e l’aspetto di oggi lo deve agli Austriaci, che la ricostruirono nel milleottocentotrentatré. Del periodo più antico restano solo un tratto di muro sul lato sud-est e una stretta scala sul lato est. Nella parte alta c’è la Porta di mare, con resti delle fortificazioni del periodo bosniaco. Dentro le mura, un passaggio porta dalla riva alla cima della fortezza. Dal millenovecentocinquantadue qui c’è un cinema estivo all’aperto. Da più di sessant’anni si proiettano film sotto le stelle, e la fortezza è anche una delle sedi del festival del cinema. L’ingresso è a pagamento. Dentro, le scale di pietra sono ripide. Dai bastioni si vedono l’ingresso delle Bocche, il porto della città e Igalo.

    Verso la tappa successiva (⁨80 m⁩): Uscendo, seguite il vicolo verso est per un centinaio di metri, fino a una piccola chiesa con la facciata gialla e un belvedere sul mare.

  4. La Cittadella e la chiesa di San Leopoldo Mandić4
    Tappa 4solo testo

    La Cittadella e la chiesa di San Leopoldo Mandić

    Da questo belvedere guardate in basso, verso il mare. Qui sorgeva la Cittadella, chiamata anche Mezzaluna. Era costruita proprio sulla riva, tanto che le sue mura a sud stavano nel mare. Nel millesettecentodue i Veneziani la unirono alla città alta con un muro robusto, e così chiusero tutta la città dentro le mura. Il terremoto del quindici aprile millenovecentosettantanove le fu fatale. La Cittadella crollò in mare, e i suoi resti sono ancora lì sotto. La chiesa accanto a voi è legata alla fine del dominio ottomano. Dopo aver preso la città nel milleseicentottantasette, l’anno seguente i Veneziani costruirono qui un convento di cappuccini con una piccola chiesa dedicata alla Beata Vergine Maria. Più tardi fu dedicata a San Francesco. Dal millenovecentosettantasei porta il nome di San Leopoldo Bogdan Mandić. Nato a Herceg Novi, passò gran parte della vita come cappuccino a Padova, e papa Giovanni Paolo Secondo lo proclamò santo nel millenovecentottantatré.

    Verso la tappa successiva (⁨30 m⁩): Salite qualche gradino verso nord, fino alla piazza vicina con una chiesa e un alto campanile. Sono circa novanta metri.

  5. Piazza Mićo Pavlović e la chiesa di San Girolamo5
    Tappa 5solo testo

    Piazza Mićo Pavlović e la chiesa di San Girolamo

    Questa è la piazza bassa della città, piazza Mićo Pavlović. Qui si trova la chiesa cattolica di San Girolamo, patrono della città. La chiesa attuale fu costruita nel milleottocentocinquantasei. Nel Seicento in questo punto c’era una chiesa parrocchiale più antica dedicata allo stesso santo. Fu demolita nell’Ottocento, e la nuova fu costruita più grande e più ampia. All’interno si conservano dipinti di Tripo Kokolja di Perast, uno dei più importanti pittori barocchi delle Bocche. Questa piazza è un buon posto per ricordare un grande assedio. Per circa duecento anni, dal millequattrocentottantadue, Herceg Novi fu sotto il dominio ottomano. Nel settembre del milleseicentottantasette arrivò sotto le mura l’esercito della Lega Santa, guidato dal comandante veneziano Girolamo Cornaro. Ne facevano parte mercenari veneziani, fiorentini, cavalieri di Malta, montenegrini, erzegovesi e ribelli locali. I rinforzi ottomani furono sconfitti nei dintorni, e la città cadde. Herceg Novi rimase veneziana fino al millesettecentonovantasette. Poi si alternarono Austriaci, Russi e Francesi, e quindi di nuovo l’Austria.

    Verso la tappa successiva (⁨130 m⁩): Salite verso nord per vicoli e scale, per circa centosettanta metri, fino a una torre di pietra con l’orologio attraversata da una scalinata.

  6. La torre dell’orologio, Sahat Kula6
    Tappa 6solo testo

    La torre dell’orologio, Sahat Kula

    Questa è Sahat Kula, la torre dell’orologio, che la gente del posto chiama anche Tora. Secondo l’ente del turismo, fu costruita nel milleseicentosessantasette, sotto il dominio ottomano, ed era allora la porta principale della città. È alta sedici metri. Oggi la torre è il simbolo della città e compare nel suo stemma e nella sua bandiera. Un tempo l’orologio indicava le ore delle preghiere musulmane. Il vecchio orologio funzionò fino al millenovecentonovantacinque, quando fu sostituito da uno elettrico, dono della città amica di Zemun. Nel passaggio che attraversa la torre c’è una statua della Madonna, detta la Madonna Nera. La leggenda racconta che durante i combattimenti del milleseicentottantasette tre uomini di Perast si ripararono dietro un ulivo. Una palla di cannone colpì l’albero, loro si salvarono e fecero voto di scolpire una Madonna nel legno bruciato. Durante il restauro del duemilatré si è accertato che la statua è davvero di legno d’ulivo. Nel passaggio c’è anche un rilievo del re Tvrtko, posto nel millenovecentottantadue per i seicento anni della città. Il testo, nell’antica scrittura bosniaca, cita la sua carta sulla fondazione di Santo Stefano.

    Verso la tappa successiva (⁨40 m⁩): Attraversate la torre e scendete le scale fino alla piazza che le sta davanti.

  7. Piazza Nikola Đurković e la Festa della mimosa7
    Tappa 7solo testo

    Piazza Nikola Đurković e la Festa della mimosa

    Siete in piazza Nikola Đurković. Voltatevi e guardate la torre dell’orologio dal basso, con le scale che la attraversano verso la città vecchia. Secondo il comune, qui c’era un canale, interrato nell’Ottocento, e allora nacque la piazza. Oggi è il salotto della città, con caffè e concerti, ed è qui che si festeggia il Capodanno. Herceg Novi la chiamano la città delle scale, e a febbraio la città della mimosa. Quando gran parte dell’Europa è sotto la neve, qui fiorisce la mimosa, un albero dai fiori gialli e profumati che copre giardini e pendii. La Festa della mimosa si tiene dal millenovecentosessantanove ed è uno dei più antichi festival turistici del Montenegro. Per le strade passano sfilate con la banda cittadina e le majorette, ci sono balli in maschera e il carnevale, e lungo il lungomare si servono pesce e vino. Se siete qui a febbraio, seguite semplicemente la musica. Le date esatte le trovate nella pagina del festival sul sito di Travel to Montenegro.

    Verso la tappa successiva (⁨80 m⁩): Risalite le scale attraverso la torre dell’orologio e uscite su un’ampia piazza con le palme e una chiesa di pietra bianca. Sono circa novanta metri.

  8. Belavista e la chiesa di San Michele Arcangelo8
    Tappa 8solo testo

    Belavista e la chiesa di San Michele Arcangelo

    Questa è Belavista, la piazza alta della città. Il nome ufficiale è piazza del duca Stjepan, ma tutti la chiamano Belavista, la bella vista. Domina la piazza la chiesa ortodossa di San Michele Arcangelo. I lavori cominciarono nel milleottocentottantatré. Ci lavorarono diversi architetti, il progetto finale lo firmò Milan Karlovac nel millenovecentocinque, e la chiesa fu consacrata nel millenovecentoundici. Ha la pianta a croce greca, con quattro bracci uguali, ed è costruita in pietra finemente lavorata dell’isola di Korčula. Lo spazio è bizantino, e nelle decorazioni riconoscerete motivi romanici, gotici e islamici. L’iconostasi è di marmo bianco italiano, opera del maestro Bilinić di Spalato, e le icone le dipinse un artista ceco. Le palme intorno alla chiesa hanno circa cento anni. La vigilia del Natale ortodosso, davanti alla chiesa si brucia il ceppo di Natale. Dietro la chiesa, verso est, c’è la porta orientale della città. Davanti c’è la vecchia fontana Karača. Secondo il comune, il suo nome è legato alla sorgente che per secoli ha dato acqua alla città.

    Verso la tappa successiva (⁨60 m⁩): Dal lato nord della piazza salite le scale per circa ottanta metri, fino all’ingresso della fortezza Kanli Kula.

  9. La fortezza Kanli Kula9
    Tappa 9solo testo

    La fortezza Kanli Kula

    Questa è Kanli Kula, in turco la Torre insanguinata. I costruttori ottomani le diedero la forma attuale nel Cinquecento, nel punto più a nord della città vecchia, a circa ottantacinque metri sul mare. La prima menzione scritta è del viaggiatore ottomano Evliya Çelebi, nel milleseicentosessantaquattro. Il nome viene dalla prigione, che sotto gli Ottomani aveva una fama terribile. Fu costruita sulle fondamenta di un edificio più antico con l’iscrizione pro pace, per la pace. All’interno si conserva una cisterna, più tardi trasformata in cella. Sui muri ci sono disegni incisi dai prigionieri: galee, croci, date e stemmi. Negli anni Sessanta l’interno divenne un palco estivo all’aperto con circa mille posti, che può accogliere fino a millecinquecento persone. Dopo il terremoto del millenovecentosettantanove fu ricostruita di nuovo. Oggi ospita il festival del cinema, concerti e serate di folclore. L’ingresso è a pagamento. Dentro ci sono molti gradini e pietre irregolari. Dai bastioni si vedono tutta la città vecchia, Forte Mare giù vicino al mare e, in alto sulla collina, la fortezza Španjola.

    Verso la tappa successiva (⁨560 m⁩): Qui finisce la passeggiata principale. Per la fortezza Španjola, salite dall’ingresso di Kanli Kula verso nord-ovest, per le vie Sima Matavulja e Srbina, poi per via Trinaestog jula fino alla fortezza. È circa un chilometro di salita, una ventina di minuti.

  10. La fortezza Španjola10
    Tappa 10solo testoFacoltativa

    La fortezza Španjola

    Siete arrivati alla Španjola, la fortezza sul colle Bajer, a circa centosettanta metri sul mare. Nei documenti antichi si chiama Città alta, e il nome di oggi, la Spagnola, glielo diedero gli abitanti. Nel giugno del millecinquecentotrentotto la flotta dell’ammiraglio Andrea Doria prese la città, e gli Spagnoli cominciarono qui a costruire una fortezza. Governarono solo un anno. Nel millecinquecentotrentanove l’ammiraglio ottomano Barbarossa riprese la città dopo un duro assedio. Gli Ottomani ricostruirono la fortezza tra il millecinquecentotrentanove e il millecinquecentoquarantotto. Un’iscrizione sopra l’ingresso nominava il costruttore e finiva con queste parole: oh, come sei bella, meraviglioso edificio. La fortezza ha quattro bastioni rotondi agli angoli. Sul lato ovest ci sono resti della costruzione ottomana e parti di una moschea. I Veneziani aggiunsero un grande muro semicircolare e un cortile interno, e gli Austriaci nuovi edifici accanto alla fortezza. Nella Seconda guerra mondiale fu una prigione. L’ingresso è libero, ma dentro non ci sono sentieri e il terreno è irregolare. La vista abbraccia tutta la città, Kanli Kula, Forte Mare e l’ingresso delle Bocche.

    Verso la tappa successiva (⁨1,7 km⁩): Per il monastero di Savina, la cosa più semplice è tornare in città, scendere alla passeggiata Pet Danica e seguirla verso est, verso Meljine. Dalla Španjola sono circa due chilometri e mezzo, da Kanli Kula circa due, più o meno mezz’ora a piedi.

  11. Il monastero di Savina11
    Tappa 11solo testoFacoltativa

    Il monastero di Savina

    Benvenuti al monastero di Savina, a circa due chilometri a est della città vecchia. Questo monastero ortodosso ha tre chiese, circondate da cipressi e da un pino domestico di oltre duecento anni. La piccola chiesa della Dormizione è la più antica. Un’iscrizione del milleottocentotrentuno indica come anno di costruzione il milletrenta, ma gli studiosi, per lo stile, la collocano all’epoca della famiglia Kosača. All’interno sono stati scoperti gli affreschi più antichi della zona, della metà del Quattrocento, attribuiti al pittore di Kotor Lovro Dobričević. La grande chiesa della Dormizione fu costruita dal millesettecentosettantasette al millesettecentonovantanove dal mastro Nikola Foretić di Korčula. L’iconostasi la realizzarono nel millesettecentonovantacinque Simeon Lazović e il figlio Aleksije. Sulla collina sopra c’è la chiesetta di San Sava, che la tradizione fa risalire al Duecento. Da lei prende il nome il monastero. Il tesoro custodisce la croce di cristallo di San Sava, del Duecento, e l’icona della Madonna di Savina, che i fedeli considerano miracolosa. È una comunità viva. Spalle e ginocchia devono essere coperte, e in chiesa si parla a bassa voce.

Alla fine

Congedo

Qui finisce la nostra passeggiata per Herceg Novi. Avete seguito la città dal porto del re Tvrtko, passando per le chiese veneziane e la torre dell’orologio ottomana, fino a Kanli Kula. Per tornare allo Škver e al mare, scendete per le stesse scale, circa quattrocento metri. Se avete ancora energia, la salita alla Španjola richiede una ventina di minuti, e il monastero di Savina è a circa mezz’ora a piedi, quasi tutta lungo il mare. Herceg Novi è una città di festival. A febbraio c’è la Festa della mimosa, e d’estate cinema e concerti a Kanli Kula e a Forte Mare. Troverete le date, e altro sulle fortezze, su Savina e sulle spiagge della riviera di Herceg Novi, sul sito di Travel to Montenegro. Grazie di aver camminato con noi.

Da sapere

Prima di partire

Ogni parola anche come testo

La narrazione completa di ogni tappa è in questa pagina e nel lettore, con la frase pronunciata evidenziata – per le vie rumorose e per i visitatori sordi e ipoudenti.

Funziona a schermo bloccato

Dopo aver premuto play, la narrazione continua a schermo spento; usa i tasti della schermata di blocco o delle cuffie per pausa e avanti.

La tua posizione resta sul telefono

La modalità posizione è facoltativa e funziona solo con questa pagina sullo schermo. Non riceviamo né conserviamo mai dove ti trovi.

Funziona offline

Scarica il tour prima di partire e funzionerà senza dati mobili.

Note pratiche

Partenza: lo Škver, il porto della città, accanto al monumento al re Tvrtko I. Lunghezza: circa 1 km dallo Škver a Kanli Kula (9 tappe), circa 1,4 km con il ritorno allo Škver; 60–75 min con l’ascolto, senza entrare nelle fortezze. Se visitate Forte Mare e Kanli Kula, calcolate circa due ore. Estensione 1 – Španjola: circa 1 km di salita da Kanli Kula (da circa 85 a circa 170 m sul livello del mare), 20–25 min a tratta. Estensione 2 – Monastero di Savina: circa 1,8 km a est di Kanli Kula, 25–30 min a tratta, quasi tutto lungo la passeggiata Pet Danica. Momento migliore: presto al mattino o nel tardo pomeriggio; d’estate evitate le ore centrali, le scale sono in pieno sole. La Festa della mimosa è a febbraio. Accessibilità: - La città vecchia è una città di scale: tra lo Škver e Kanli Kula si salgono circa 80 m, quasi tutti su gradini. - Il percorso non è adatto a sedie a rotelle né a passeggini. La passeggiata Pet Danica (tappe 1 e 2) è pianeggiante e accessibile. - Gradini e lastricato sono lisci, soprattutto bagnati. - Forte Mare e Kanli Kula hanno scale ripide e fondo irregolare all’interno. - Alla Španjola si arriva con una salita ripida e all’interno non ci sono sentieri. Biglietti: Forte Mare e Kanli Kula sono a pagamento; prezzi e orari alla cassa o su hercegnovi.travel. La Španjola è gratuita. A Savina non c’è biglietto; spalle e ginocchia coperte. Parcheggio: a pagamento in centro e vicino allo Škver; d’estate i posti sono pochi, conviene arrivare a piedi o in autobus.

Audioguide

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