Travel to Montenegro
Kotor – Lovćen – Cetinje: in auto sui tornanti fino al mausoleo di Njegoš
Audioguida gratuita

Kotor – Lovćen – CetinjeIn auto sui tornanti fino al mausoleo di Njegoš

Audioguida gratuita per la vecchia strada, senza app

  • Gratis · senza app
  • 1 linguaME
  • Passeggiata facile
in auto
240 min
percorso
⁨58,7 km⁩
tappe
12
Panoramica

Un’audioguida per il viaggio in auto sulla vecchia strada da Kotor a Cetinje: i venticinque tornanti sopra le Bocche di Cattaro, il passo di Krstac, Njeguši con il suo prosciutto e la casa natale di Njegoš, la strada del Parco nazionale del Lovćen fino al mausoleo di Njegoš sul Jezerski vrh e la discesa per Ivanova Korita fino a Cetinje. Dodici tappe, circa sessanta chilometri, mezza giornata con le soste.

L’audio in questa lingua arriverà presto

Il testo completo di ogni tappa è in questa pagina e nel lettore. Puoi ascoltare anche in:

Come funziona

  1. Scarica, poi premi avvia

    Salva il tour con il Wi-Fi prima di partire: in montagna il segnale sparisce. Scegli «In auto» e collega il telefono all’auto o usa le cuffie.

  2. Guida con calma

    Ogni tappa parte da sola mentre ti avvicini. Se un’altra sta ancora suonando, la successiva aspetta che finisca: niente viene interrotto.

  3. Mani sul volante

    Pulsanti grandi, schermo acceso e i tasti del volante o delle cuffie avviano, mettono in pausa e saltano.

Percorso

Il percorso sulla mappa

Il tour parte da: Kotor, parcheggio vicino alla città vecchia. Tocca un numero per ascoltare quella tappa.

Tappa dopo tappa

12 tappe lungo il percorso

Ascolta, oppure leggi qui sotto la narrazione completa di ogni tappa.

Prima di partire

Benvenuti

Benvenuti. Questa è l’audioguida di Travel to Montenegro per il viaggio in auto sulla vecchia strada da Kotor a Cetinje. Saliremo i tornanti sopra la baia fino al passo di Krstac, ci fermeremo a Njeguši, arriveremo al mausoleo di Njegoš sul monte Lovćen e scenderemo a Cetinje. Sono circa sessanta chilometri e dodici tappe; con le soste, calcolate mezza giornata. Per questo itinerario serve un’auto. Altrimenti potete prendere un taxi o un’escursione organizzata. I racconti partono da soli quando vi avvicinate a una tappa. Chi guida guarda la strada, non lo schermo. La strada è stretta, le curve sono strette e d’estate ci passano anche gli autobus. Non fermatevi mai in curva, ma solo nelle piazzole e nei parcheggi che vi indichiamo. In estate i tornanti sono chiusi in un senso in certe ore, quindi controllate l’orario prima di partire. D’inverno sul Lovćen ci sono nebbia, neve e ghiaccio. I biglietti per il parco nazionale e il mausoleo si comprano sul posto. Buon viaggio.

  1. Un tornante della vecchia strada sopra le Bocche di Cattaro, con un muretto di pietra1
    Tappa 1solo testo

    Trojica: qui iniziano i tornanti

    Qui, a Trojica, comincia la vecchia strada per il Lovćen e Cetinje. Fino al passo di Krstac vi aspettano venticinque tornanti stretti, che qui si chiamano kanice, e quasi mille metri di salita. La strada ha più di centoquarant’anni. Quando il Montenegro fu riconosciuto Stato indipendente al Congresso di Berlino, nel milleottocentosettantotto, il principe Nikola chiamò l’ingegnere Josip Slade, di Traù, in croato Trogir. Slade costruì la parte montenegrina, da Cetinje per Njeguši fino al confine sopra Kotor, e la terminò nel milleottocentottantuno. Kotor e tutta la baia appartenevano allora all’Austria-Ungheria, che costruì il proprio tratto, da Kotor fino al confine a Krstac. Sono proprio questi tornanti, finiti nel milleottocentottantaquattro. La strada fu fatta per cavalli e carrozze, con una pendenza dolce e costante. Per questo i tornanti sono così fitti e la carreggiata, in alcuni punti, è appena più larga di un’auto. Tenete la destra e andate piano, soprattutto in curva, e siate pronti a fermarvi se arriva qualcuno in senso opposto. Non fermatevi in curva, nemmeno per una foto. Più in alto c’è una piazzola panoramica dove ci fermeremo. Chi siede accanto al guidatore guardi per lui. A ogni tornante la baia scende più in basso.

    Verso la tappa successiva (⁨1,1 km⁩): Seguite la strada in salita lungo i tornanti. Il prossimo racconto partirà da solo tra circa sei chilometri.

  2. I tornanti della vecchia strada sul versante del Lovćen sopra Kotor2
    Tappa 2solo testo

    Kanice: i tornanti sopra Kotor

    Ora siete nel mezzo dei tornanti. A Kotor si racconta che, viste dall’alto, le curve disegnano la lettera M, e che il costruttore le avrebbe dedicate così alla principessa Milena, moglie del principe Nikola. È una leggenda locale, non qualcosa scritto nei progetti. Prima di questa strada, Kotor e le montagne del Montenegro erano unite solo da un ripido sentiero di pietra. Ancora oggi sale sulla parete sopra la città vecchia, accanto alla fortezza di San Giovanni, fino a Krstac. Per quel sentiero la gente di Njeguši e dei villaggi vicini scendeva al mercato di Kotor, con formaggio, carne secca e legna. Il formaggio di Njeguši un tempo si vendeva a Kotor, ma anche a Trieste e a Venezia. Il sentiero è ancora segnato. È lungo quasi cinque chilometri, con più di mille metri di dislivello, e gli escursionisti calcolano diverse ore. Ne trovate la descrizione sul nostro sito. Nel millenovecentosedici, durante la Prima guerra mondiale, l’esercito austro-ungarico cominciò a costruire una teleferica per merci da Kotor, attraverso Krstac, fino a Cetinje. Era azionata da una macchina a vapore e funzionò fino alla fine del millenovecentodiciotto. Oggi una funivia attraversa di nuovo questi pendii, questa volta per i passeggeri. Ne parleremo sulla strada per il Lovćen. Restate nella vostra corsia. Mancano ancora alcune curve al belvedere.

    Verso la tappa successiva (⁨2,3 km⁩): Continuate a salire per circa sei chilometri. La piazzola per fermarsi sarà sulla destra, verso la fine dei tornanti.

  3. Kotor e le Bocche di Cattaro viste dai tornanti, con una nave da crociera in porto3
    Tappa 3solo testo

    Belvedere sopra Kotor

    Se c’è posto, fermatevi nella piazzola a destra e spegnete il motore. Non scendete sulla carreggiata e fate attenzione alle auto che escono dalle curve. Guardate a ovest, in basso. In fondo alla baia c’è la città vecchia di Kotor, un triangolo di tetti sull’acqua. Sopra, le mura salgono a zigzag fino alla fortezza di San Giovanni. Lungo la riva verso nord si allunga Dobrota, e di fronte, sull’altra sponda, Prčanj. La collina dietro Prčanj è il Vrmac. Separa la baia di Kotor da quella di Tivat, che si vede dietro, più larga e aperta. Da qui si capisce perché Kotor è stata così ben protetta per secoli. Il mare entra in profondità tra le montagne e la città si nasconde in fondo alla baia, sotto la parete di roccia. La regione naturale e storico-culturale di Kotor è nella lista del Patrimonio mondiale dell’UNESCO dal millenovecentosettantanove. Nel porto ci sono spesso navi da crociera. Da quassù sembrano piccole, ma sono lunghe diverse centinaia di metri. Quando ripartite, mettete la freccia e lasciate passare gli altri. Il passo di Krstac è a circa un chilometro.

    Verso la tappa successiva (⁨730 m⁩): Continuate a salire per circa un chilometro fino al passo di Krstac.

  4. La vecchia locanda di Krstac sulla strada per Cetinje, foto di fine Ottocento4
    Tappa 4solo testo

    Krstac: il vecchio confine

    Siete a Krstac, un passo a novecentotrentasette metri sul livello del mare. Qui finiscono i tornanti, e qui arriva anche il vecchio sentiero da Kotor. Fino alla fine della Prima guerra mondiale qui passava un confine. Da una parte c’erano le Bocche di Cattaro, che facevano parte dell’Austria-Ungheria. Dall’altra il Principato, poi Regno, del Montenegro. L’immagine di questa tappa mostra la vecchia locanda di Krstac alla fine dell’Ottocento. Qui i viaggiatori facevano riposare se stessi e i cavalli, prima di scendere a Kotor o di proseguire per Cetinje. Il confine ha segnato la vita di queste montagne. Kotor era la città e il mercato più vicini per Njeguši, ma si trovava in un altro Stato. Ecco perché questa strada era così importante. Il tratto da Cetinje a Krstac è considerato la più antica strada carrozzabile del Montenegro, e portava dritto verso il mare. A Krstac la strada si divide. Prima andiamo a Njeguši. La strada per il Lovćen e il mausoleo la prenderemo al ritorno, per questa stessa via, tra circa un’ora.

    Verso la tappa successiva (⁨1,8 km⁩): Seguite il cartello per Njeguši. Le prime case del paese sono a circa due chilometri.

  5. Prosciutti di Njeguši appesi sotto il tetto di un essiccatoio5
    Tappa 5solo testo

    Njeguši: prosciutto e formaggio

    State entrando a Njeguši. Il paese si stende intorno a un campo carsico pietroso che gli abitanti chiamano semplicemente Polje, il campo, ed è formato da una decina di frazioni con case in pietra squadrata. Questa è la culla della dinastia Petrović Njegoš, che regnò sul Montenegro fino al millenovecentodiciotto. Njeguši ha anche quindici chiese, tante per un solo paese. Ma la maggior parte dei viaggiatori si ferma qui per il prosciutto. Il njeguški pršut si fa solo in queste frazioni. Le cosce fresche si accettano solo da metà novembre a metà febbraio, i mesi più freddi. Si strofinano con sale marino, poi si pressano, da qui la loro forma piatta. Quindi si affumicano leggermente con legno di faggio e si asciugano al vento, che qui arriva ora freddo dalla montagna, ora più mite dal mare. Tutto dura almeno nove mesi, di solito circa un anno. Il prosciutto di Njeguši è stato il primo prodotto montenegrino con origine tutelata per legge, già nel duemilatré. Si serve con il formaggio di Njeguši, conservato sott’olio. Attraversate il paese piano e fermatevi in una delle trattorie lungo la strada. In alcune potete vedere anche l’essiccatoio. Se poi guidate ancora, ordinate acqua con il prosciutto e lasciate la rakija per la sera.

    Verso la tappa successiva (⁨880 m⁩): Proseguite nel paese per circa un chilometro. La casa natale di Njegoš è sulla destra, accanto a un piccolo parcheggio.

  6. La casa di pietra a Njeguši dove nacque Petar II Petrović Njegoš6
    Tappa 6solo testo

    La casa natale di Njegoš

    A destra della strada c’è la casa di pietra dove nel milleottocentotredici nacque Radivoje Petrović, che tutti chiamavano Rade. Il mondo lo conosce come Petar Secondo Petrović Njegoš. La casa è semplice: rettangolare, in pietra, con una cantina a volta al piano terra, come le altre case antiche della zona. Dall’altra parte della strada, nello stesso cortile, c’è la casa del voivoda Mirko Petrović, padre del re Nikola. Anche il re Nikola nacque qui a Njeguši, nel milleottocentoquarantuno. Rade aveva diciassette anni quando, nel milleottocentotrenta, alla morte dello zio Petar Primo, salì al potere. Era insieme principe-vescovo, capo della Chiesa, e sovrano del Paese. Portò una tipografia a Cetinje e aprì le prime scuole. Ma lo si ricorda soprattutto come poeta. Il suo Serto della montagna, pubblicato nel milleottocentoquarantasette, è una delle grandi opere della letteratura slava del sud. Morì di tubercolosi a Cetinje, a trentasette anni, e volle riposare sulla cima del Lovćen. È lì che andiamo adesso. La casa fa parte del Museo nazionale del Montenegro, e il biglietto del mausoleo di Njegoš la comprende.

    Verso la tappa successiva (⁨4,4 km⁩): Fate inversione e tornate per la stessa strada fino a Krstac, circa tre chilometri e mezzo. Lì seguite il cartello per il Lovćen.

  7. La baia di Tivat e il Vrmac visti dalla strada per il Lovćen7
    Tappa 7solo testo

    Sopra la baia di Tivat, e la funivia

    Sulla destra c’è una piazzola panoramica. Se è libera, fermatevi lì. Sotto di voi si aprono la baia di Tivat e la città di Tivat, e con il bel tempo il mare aperto. Poco più avanti, a Kuk, c’è la stazione a monte della funivia Kotor–Lovćen, a milletrecentoquarantotto metri. La funivia è stata inaugurata nel duemilaventitré. Dalla stazione di Dub, vicino a Kotor, sale per quasi quattro chilometri in circa undici minuti. Se tornate un’altra volta senza auto, è il modo più semplice per salire sul Lovćen. Questi pendii sono stati un fronte. Nel gennaio del millenovecentosedici l’esercito austro-ungarico attaccò le posizioni montenegrine sul Lovćen. I cannoni dei forti intorno alla baia e delle navi da guerra bombardarono la montagna per giorni. In pochi giorni le posizioni caddero, e poco dopo le truppe austro-ungariche entrarono a Cetinje. Nello stesso anno fu distrutta anche la cappella sul Jezerski vrh, dove riposava Njegoš. Per i montenegrini il Lovćen era e resta un simbolo. Proprio per questo, fra tutte le cime, il bersaglio fu lui.

    Verso la tappa successiva (⁨2,8 km⁩): Proseguite sulla stessa strada per circa quattro chilometri, fino alla sbarra del parco nazionale a Međuvršje.

  8. Il Jezerski vrh con il mausoleo di Njegoš in cima e la strada che vi sale8
    Tappa 8solo testo

    Međuvršje: ingresso al Parco nazionale del Lovćen

    Vi state avvicinando alla sbarra del Parco nazionale del Lovćen a Međuvršje. Alla sbarra si paga l’ingresso al parco: tre euro a persona per la giornata. Il Lovćen è parco nazionale dal millenovecentocinquantadue. La cima più alta è lo Štirovnik, millesettecentoquarantanove metri. Davanti a voi c’è il Jezerski vrh, milleseicentocinquantasette metri, con il mausoleo proprio in cima. Sui versanti crescono faggi e pini loricati. Qui fa spesso fino a dieci gradi meno che sulla costa, e la nebbia può scendere in pochi minuti. In quel caso accendete le luci, rallentate e non sorpassate. D’inverno sul Lovćen ci sono neve e ghiaccio, e il mausoleo è chiuso da metà novembre a metà aprile. In estate l’ultimo tratto, dal parcheggio al mausoleo, ha un regime di traffico speciale. Seguite i cartelli e le indicazioni sul posto.

    Verso la tappa successiva (⁨1,3 km⁩): Dopo la sbarra tenete la destra, verso il mausoleo. Il parcheggio sotto il Jezerski vrh è a circa quattro chilometri, con qualche tornante stretto alla fine.

  9. La scalinata che porta all’ingresso della galleria sotto il mausoleo di Njegoš9
    Tappa 9solo testo

    Il parcheggio e i quattrocentosessantuno gradini

    Siete arrivati al parcheggio sotto il Jezerski vrh. Parcheggiate, chiudete l’auto e prendete una giacca e dell’acqua. Quattrocentosessantuno gradini salgono fino al mausoleo. Gran parte della salita passa in una galleria nella roccia, quindi c’è ombra anche d’estate. Salite con il vostro passo e fermatevi quando serve. Per salita, visita e ritorno calcolate circa un’ora. La salita è ripida e fatta solo di gradini, quindi non è adatta a sedie a rotelle né a passeggini. Il biglietto del mausoleo costa otto euro per gli adulti e quattro per alunni e studenti; i bambini sotto i dodici anni entrano gratis. Lo stesso biglietto vale anche per la casa natale di Njegoš a Njeguši. Il mausoleo è aperto da metà aprile a metà novembre, dalle nove alle diciotto. Andiamo. Il prossimo racconto inizia lassù, sul piazzale davanti al mausoleo.

    Verso la tappa successiva (⁨580 m⁩): Salite i gradini e attraversate la galleria fino al piazzale davanti al mausoleo.

  10. La statua in granito di Njegoš con l’aquila, opera di Meštrović, sotto la volta dorata del mausoleo10
    Tappa 10solo testo

    Il mausoleo di Njegoš

    Su questa cima Njegoš fece costruire, ancora in vita, una piccola cappella e chiese di esservi sepolto. Morì nel milleottocentocinquantuno. Fu sepolto prima nel monastero di Cetinje e nel milleottocentocinquantacinque fu portato quassù. La cima divenne un simbolo, e ne pagò il prezzo. Nel millenovecentosedici, durante l’occupazione austro-ungarica, la cappella fu distrutta e i resti di Njegoš furono portati a Cetinje. Tornarono in una cappella ricostruita nel millenovecentoventicinque. Nel millenovecentocinquantuno, nel centenario della sua morte, il governo dell’allora Repubblica popolare del Montenegro decise di sostituire la cappella con un mausoleo progettato dallo scultore Ivan Meštrović. La demolizione della cappella suscitò le proteste della Metropolia ortodossa e di una parte dei fedeli. Il mausoleo fu inaugurato nel millenovecentosettantaquattro. All’ingresso stanno due donne montenegrine in granito nero, come cariatidi. Dentro c’è la figura in granito di Njegoš, anch’essa di Meštrović. Il poeta siede con un libro aperto e dietro di lui un’aquila apre le ali. La volta è coperta da un mosaico di circa duecentomila tessere dorate. Sotto, nella cripta, c’è un semplice sarcofago di marmo con incisi una croce e uno stemma, segni del potere spirituale e di quello temporale. Quando uscite, seguite il sentiero dietro il mausoleo fino al belvedere circolare. Nelle giornate limpide lo sguardo abbraccia due terzi del Montenegro.

    Verso la tappa successiva (⁨2,3 km⁩): Tornate al parcheggio per gli stessi gradini. Poi scendete in auto fino all’incrocio di Međuvršje e lì girate a sinistra, verso Ivanova Korita e Cetinje.

  11. Parco della memoria con i busti dei sovrani della dinastia Petrović Njegoš a Ivanova Korita11
    Tappa 11solo testo

    Ivanova Korita

    State passando per Ivanova Korita, una valle boscosa a circa milleduecento metri. Il nome significa gli abbeveratoi di Ivan. La tradizione lo lega a Ivan Crnojević, signore della Zeta nel Quattrocento e fondatore di Cetinje. Si racconta che l’acqua di una sorgente vicina scorresse in abbeveratoi di tronchi di faggio fatti da Ivan-beg, come lo chiamava la gente. Oggi è il cuore del parco nazionale. A sinistra della strada c’è il centro visitatori, con informazioni sui sentieri e cartine. Ci sono anche un parco avventura, alberghi e ristoranti. Nel parco lungo la strada si trovano i busti dei sovrani della dinastia Petrović Njegoš, dal principe-vescovo Danilo al re Nikola. Da qui partono i sentieri più frequentati del Lovćen. D’estate c’è un fresco piacevole, d’inverno Ivanova Korita è spesso sotto la neve. In Montenegro le dotazioni invernali sono obbligatorie dal quindici novembre al trenta marzo. Fino a Cetinje mancano circa quindici chilometri, quasi tutti in discesa. Usate una marcia bassa e non tenete sempre il piede sul freno.

    Verso la tappa successiva (⁨7,4 km⁩): Proseguite in discesa per circa quindici chilometri fino a Cetinje. All’ingresso in città seguite le indicazioni per il centro.

  12. Veduta di Cetinje e delle colline intorno12
    Tappa 12solo testo

    Cetinje: fine del percorso

    Benvenuti a Cetinje, l’antica capitale reale del Montenegro. Qui termina il nostro percorso. La città è cresciuta intorno al monastero che Ivan Crnojević fondò nel millequattrocentottantaquattro. Con il principe, poi re, Nikola, Cetinje era una capitale con le legazioni delle potenze europee. Molti edifici delle antiche ambasciate sono ancora in piedi nel centro. Parcheggiate in centro e continuate a piedi. Il monastero di Cetinje, il palazzo del re Nikola e la Biljarda, la residenza di Njegoš, sono a pochi minuti a piedi l’uno dall’altro. Per questo, tra le nostre audioguide, c’è anche una passeggiata per Cetinje. Per tornare sulla costa potete rifare la stessa strada via Njeguši, se il regime dei tornanti lo consente, oppure passare più in fretta da Budva.

Alla fine

Congedo

Qui finisce la nostra audioguida da Kotor a Cetinje. Avete percorso la strada che più di centoquarant’anni fa collegò per la prima volta Cetinje al mare, siete saliti da Njegoš sul Lovćen e scesi nell’antica capitale reale. Se vi resta tempo, scoprite Cetinje a piedi con la nostra audioguida a piedi. Trovate altro sul Parco nazionale del Lovćen, sul prosciutto di Njeguši, sulla funivia Kotor–Lovćen e sulla guida in Montenegro sul sito di Travel to Montenegro. Guidate con prudenza fino a fine giornata. Grazie di aver viaggiato con noi.

Da sapere

Prima di partire

Ogni parola anche come testo

La narrazione completa di ogni tappa è in questa pagina e nel lettore, con la frase pronunciata evidenziata – per le vie rumorose e per i visitatori sordi e ipoudenti.

Funziona a schermo bloccato

Dopo aver premuto play, la narrazione continua a schermo spento; usa i tasti della schermata di blocco o delle cuffie per pausa e avanti.

La tua posizione resta sul telefono

La modalità posizione è facoltativa e funziona solo con questa pagina sullo schermo. Non riceviamo né conserviamo mai dove ti trovi.

Funziona offline

Scarica il tour prima di partire e funzionerà senza dati mobili.

Note pratiche

Partenza: Kotor, parcheggio vicino alla città vecchia. La vecchia strada del Lovćen inizia all’incrocio di Trojica, a circa 5 km dalla città (seguire Cetinje/Lovćen). Arrivo: Cetinje, centro. Distanza: circa 59 km (Kotor – Trojica – Krstac – Njeguši e ritorno a Krstac – Međuvršje – mausoleo di Njegoš – Ivanova Korita – Cetinje). Circa 1,5 ore di guida; 4–5 ore con le soste. Veicolo: serve un’auto; altrimenti taxi o escursione organizzata. Potete noleggiare un’auto sul nostro sito di prenotazioni: traveltomontenegro.com/booking/it/vehicles (guida al noleggio e alla guida: /it/pianifica-viaggio/car-rental). Strada: stretta, 25 tornanti, a tratti a una sola corsia con muretti di pietra. Guidate piano, non fermatevi in curva, solo nelle piazzole e nei parcheggi. D’estate passano autobus. Regime stagionale del traffico (ordinanza della polizia per il 2026, dal 25 maggio al 15 ottobre): Krstac → Trojica (discesa verso Kotor) chiuso a tutti i veicoli dalle 8 alle 15, Trojica → Krstac (salita da Kotor) dalle 14 alle 19; mezzi pesanti oltre 7,5 t vietati dalle 7 alle 24; restrizioni anche sul tratto Međuvršje – mausoleo. Salite da Kotor al mattino e verificate l’ordinanza dell’anno in corso. Biglietti (2026): Parco nazionale del Lovćen 3 € a persona al giorno, alla sbarra di Međuvršje. Mausoleo di Njegoš 8 € (studenti 4 €, gratis sotto i 12 anni), inclusa la casa natale di Njegoš a Njeguši. Il mausoleo è aperto dal 15 aprile al 15 novembre, ore 9–18 (Museo nazionale del Montenegro). Accessibilità: 461 gradini fino al mausoleo, in gran parte in galleria; non accessibile in sedia a rotelle né con passeggino. Le altre tappe sono lungo la strada o nei parcheggi. Meteo: sul Lovćen fa fino a 10 °C meno che sulla costa, la nebbia è frequente. D’inverno neve e ghiaccio; dotazioni invernali obbligatorie dal 15 novembre al 30 marzo; il mausoleo d’inverno è chiuso. Stato delle strade: AMSCG (automobile club). Periodo migliore: da maggio a ottobre, partenza al mattino (traffico, affollamento, visibilità). Ritorno sulla costa: stessa strada via Njeguši (se il regime lo consente) o via Budva. Poi a piedi: la passeggiata audioguidata di Cetinje, partenza da Piazza di Corte (Dvorski trg): traveltomontenegro.com/it/audioguide/cetinje-antica-capitale-reale-passeggiata-audioguida

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