Travel to Montenegro
Mura di Kotor e fortezza di San Giovanni: la salita al castello
Audioguida gratuita

Mura di Kotor e fortezza di San GiovanniLa salita al castello

Audioguida gratuita per salire sulle mura in autonomia, senza app

  • Gratis · senza app
  • 2 lingueME · EN
  • Moderato
  • Adatto a una sosta in crociera
a piedi
120 min
percorso
⁨2,2 km⁩
tappe
10
Panoramica

Un’audioguida lungo le mura di Kotor, dall’ingresso vicino alla chiesa di Santa Maria fino alla fortezza di San Giovanni, a circa 260 metri: la città alta e la città bassa, tracce illiriche e bizantine, le fortificazioni veneziane nella lista UNESCO dal 2017, assedi, il terremoto del 1979 e la «finestra» murata verso la Scala di Kotor. Nove tappe, circa due ore tra salita e discesa, con un’estensione fino all’inizio dell’antico sentiero per Njeguši.

L’audio in questa lingua arriverà presto

Il testo completo di ogni tappa è in questa pagina e nel lettore. Puoi ascoltare anche in:

Come funziona

  1. Premi play alla prima tappa

    Niente da installare. Meglio con le cuffie; funzionano anche i tasti della schermata di blocco e delle cuffie.

  2. Cammina al tuo ritmo

    Ogni tappa termina con le indicazioni per la successiva. Quando arrivi, tocca la tappa seguente.

  3. Oppure lasciati guidare dal GPS

    Scegli «Guidami (GPS)» all’inizio: ogni tappa comincia quando arrivi, finché questa pagina è aperta sullo schermo.

Percorso

La passeggiata sulla mappa

Il tour parte da: Ingresso alle mura vicino alla chiesa di Santa Maria (Parilo). Tocca un numero per ascoltare quella tappa.

Tappa dopo tappa

10 tappe lungo il percorso

Ascolta, oppure leggi qui sotto la narrazione completa di ogni tappa.

Prima di partire

Benvenuti

Benvenuti. Questa è l’audioguida di Travel to Montenegro lungo le mura di Kotor, l’antica Cattaro, fino alla fortezza di San Giovanni. Il sentiero è lungo poco più di un chilometro, ha circa milletrecentocinquanta gradini e sale fino a circa duecentosessanta metri sul mare. Tra salita e discesa calcolate due ore. Ci sono nove tappe, e una decima all’inizio dell’antico sentiero per Njeguši. Ascoltate da fermi, a lato del sentiero. I gradini sono irregolari e scivolosi, l’ombra quasi non c’è, e lassù non ci sono né acqua né bagni. D’estate partite presto la mattina o verso sera, con almeno un litro e mezzo d’acqua. Il biglietto costa quindici euro, e chi risiede in Montenegro entra gratis. Andiamo.

  1. L’ingresso nord vicino a Santa Maria (Parilo)1
    Tappa 1solo testo

    L’ingresso nord vicino a Santa Maria (Parilo)

    Siete all’ingresso principale delle mura. Questo posto si chiama Parilo, e alle vostre spalle c’è la chiesa di Santa Maria Collegiata, dove riposa la beata Osanna. Qui c’è la prima biglietteria. La seconda è nella parte sud della città, dietro la cattedrale di San Trifone, in un punto che il comune chiama piazza di Škaljari. I due sentieri salgono sul colle e si uniscono sotto la chiesa della Madonna della Salute, a un terzo della salita. Noi partiamo da qui, e potete scendere da una parte o dall’altra. Alzate lo sguardo verso la parete di roccia. Le mura di Kotor hanno due parti. Una chiude la città lungo il mare e lungo il fiume Škurda. L’altra sale a zigzag sul colle di San Giovanni, fino alla fortezza in cima. Insieme sono lunghe circa quattro chilometri e mezzo. Il comune di Kotor dice che il ricavato dei biglietti va alla manutenzione e al restauro delle mura e dei sentieri. Tenete il biglietto fino all’uscita. Se non l’avete ancora fatto, riempite la borraccia alla fontana vicino all’ingresso. Più in alto l’acqua non c’è.

    Verso la tappa successiva (⁨50 m⁩): Prendete i gradini lungo le mura, verso sud. Dopo una cinquantina di metri, alla prima curva, fermatevi e giratevi verso il fiume.

  2. Città alta e città bassa2
    Tappa 2solo testo

    Città alta e città bassa

    Fermatevi alla curva e guardate in basso. Le mura nord scendono fino al fiume Škurda, e il fiume sfocia nel mare. Gli autori antichi Livio, Plinio il Vecchio e Tolomeo citano qui, o da qualche parte qui vicino, una città chiamata Acruvium. Dal settimo secolo la città si chiama Dekaderon e Decatarum, e da quel nome viene il nome Kotor. Le fonti scritte parlano di una città alta e di una città bassa. La città alta è la parte più antica dell’abitato, in cima al colle di San Giovanni, dove state andando. La città bassa era qui sotto, vicino al mare. Fu devastata dai Saraceni nell’ottocentoquarantuno, e alla fine del decimo secolo dall’esercito dello zar Samuele. Proprio in cima al colle sono state trovate tracce dell’epoca illirica. Nel sesto secolo l’imperatore bizantino Giustiniano vi fece ricostruire il forte. Nessuno sa quando fu posata la prima pietra delle mura. Sono cresciute insieme alla città, secolo dopo secolo, e nella parte alta si è costruito fino all’Ottocento. Quando arriverete in cima, sarete nel punto in cui è cominciata la storia di Kotor.

    Verso la tappa successiva (⁨90 m⁩): Continuate in salita per circa trecento metri. Sotto la chiesa con il campanile, il sentiero si unisce a quello che arriva dall’ingresso sud. Lì continuate a salire verso est, fino a una fila di piccole cappelle lungo i gradini.

  3. Le cappelle votive3
    Tappa 3solo testo

    Le cappelle votive

    Lungo questi gradini si trovano piccole cappelle votive. L’Ente per il turismo di Kotor scrive che sono cinque, e che è proprio questa scalinata con le cappelle a portare alla chiesa della Madonna della Salute. Un voto è una promessa fatta a Dio in un momento di difficoltà, e mantenuta quando la difficoltà è passata. A Kotor le difficoltà non sono mancate. La peste colpì la città anche nel millecinquecentosettantadue. I terremoti la distrussero quasi del tutto nel millecinquecentosessantatré e nel milleseicentosessantasette. La chiesa verso cui state andando fu costruita proprio come voto, dopo una delle epidemie di peste. Fermatevi vicino a una cappella e riposate le gambe. Guardate verso la baia. Laggiù c’è il porto dove attraccano le navi da crociera. Di fronte, dall’altra parte dell’acqua, c’è il monte Vrmac, che chiude Kotor a sud-ovest. Da qui si capisce anche perché la città sorge proprio qui. Il mare da una parte, il fiume dall’altra e la roccia alle spalle. Le mura dovevano chiudere solo quello che la natura aveva lasciato aperto.

    Verso la tappa successiva (⁨40 m⁩): Scendete i gradini lungo le cappelle per una cinquantina di metri, fino alla chiesa con il campanile.

  4. La Madonna della Salute e le mura veneziane4
    Tappa 4solo testo

    La Madonna della Salute e le mura veneziane

    Questa è la chiesa della Madonna della Salute, costruita nel millecinquecentodiciotto. Avete fatto circa un terzo della salita. Nel millequattrocentoventi Kotor passò alla Repubblica di Venezia, e rimase veneziana per quasi quattro secoli, fino al millesettecentonovantasette. Dal quindicesimo secolo era una città di confine, sotto la minaccia continua degli attacchi ottomani. Fu proprio allora che la polvere da sparo cambiò la guerra. Le mura alte e sottili non reggevano ai cannoni. Così i veneziani rinforzarono le mura, le resero più spesse e aggiunsero bastioni, da cui i difensori potevano colpire gli assalitori anche di fianco. Gran parte di quello che vedete oggi l’ha costruito Venezia. La città ne aveva bisogno. Nel milleseicentocinquantasette un esercito ottomano assediò Kotor, ma non riuscì a conquistarla. Nel duemiladiciassette l’UNESCO ha inserito le opere di difesa veneziane nella Lista del patrimonio mondiale. Sono condivise da Italia, Croazia e Montenegro: sei siti fortificati su più di mille chilometri, da Bergamo a Kotor. Kotor è il più meridionale. Se ne avete abbastanza, da qui è facile tornare indietro. Più avanti il sentiero si fa più ripido.

    Verso la tappa successiva (⁨90 m⁩): Dietro la chiesa il sentiero sale a zigzag per circa trecento metri. Fermatevi dove uscite sulle mura vere e proprie, vicino al pannello informativo.

  5. Il terremoto e le mura abbandonate5
    Tappa 5solo testo

    Il terremoto e le mura abbandonate

    Qui il sentiero esce sulle mura vere e proprie. Guardate come il muro segue il bordo della roccia, su verso la fortezza. Il quindici aprile millenovecentosettantanove, alle sette e diciannove del mattino, un terremoto di magnitudo sei virgola nove colpì la costa del Montenegro. Fu il terremoto più distruttivo in Montenegro nel Novecento. A Kotor le chiese e le mura della città furono gravemente danneggiate. La città fu restaurata, in gran parte con l’aiuto dell’UNESCO. Ma quasi tutto il lavoro si fece giù, in città. Le mura sul colle erano rimaste senza guarnigione già nel millenovecentodiciotto, quando se ne andò l’esercito austriaco. Da allora nessuno se ne era occupato con regolarità. La pioggia, le radici e i terremoti hanno fatto il resto. Nel duemilauno il Consiglio internazionale dei monumenti e dei siti, l’ICOMOS, chiese di restaurare la fortezza e di riportarla in vita. Quindi fate attenzione. Non salite sui muri e non uscite dal sentiero. Una pietra che sembra solida può staccarsi.

    Verso la tappa successiva (⁨80 m⁩): Proseguite lungo le mura per circa duecento metri, fino al punto in cui si apre la vista sulla montagna dietro il muro.

  6. Di fronte al Lovćen: il confine6
    Tappa 6solo testo

    Di fronte al Lovćen: il confine

    Giratevi verso la montagna dietro il muro. Sono le pendici del Lovćen. Lassù, oltre le rocce, c’è Njeguši, e più avanti Cetinje, l’antica capitale reale del Montenegro. Per secoli Kotor ha fatto parte di un mondo, e la montagna sopra di lei di un altro. Quaggiù Venezia, poi l’Austria, e lassù il Montenegro. Per i montenegrini, Kotor era il mercato più importante e l’unica porta verso il resto del mondo. Per chi governava Kotor, la montagna era un confine da sorvegliare. L’Austria governò Kotor dal milleottocentoquattordici al millenovecentodiciotto, e fece delle Bocche di Cattaro una grande base navale. Guardate giù lungo la baia. Il primo febbraio millenovecentodiciotto, a bordo delle navi della flotta austro-ungarica all’ancora nella baia, i marinai alzarono bandiere rosse e chiesero la fine della guerra. Circa trenta navi si unirono all’ammutinamento. Finì dopo tre giorni, e quattro marinai furono fucilati. Da qui alla fortezza mancano ancora una decina di minuti.

    Verso la tappa successiva (⁨40 m⁩): Ancora una settantina di metri in salita. Fermatevi vicino all’apertura nel muro, a sinistra del sentiero.

  7. La finestra murata e la Scala di Kotor7
    Tappa 7solo testo

    La finestra murata e la Scala di Kotor

    Guardate il muro alla vostra sinistra. Ha delle cannoniere, aperture da cui i difensori sparavano con i cannoni. Per anni si entrava nelle mura da una di queste aperture, dall’altra parte, dall’antico sentiero, senza biglietto, con scale improvvisate. La chiamavano la finestra. A maggio del duemilaventisei il comune di Kotor ha murato le due cannoniere più usate come passaggio non autorizzato, nelle posizioni chiamate Renijer e Batalja. Le aperture si trovano a cinque metri o più da terra, e lì si erano ferite diverse persone. Sono state chiuse con pietra e malta di calce. Il comune dice che è una misura provvisoria e che si può rimuovere senza danneggiare le mura. Quindi non cercate di infilarvi né di arrampicarvi. Dietro il muro c’è il borgo di Špiljari, con la chiesetta di San Giorgio e case in rovina. Da lì passa l’antico sentiero per Njeguši, quello che oggi è conosciuto come la Scala di Kotor. Dalla piana di Njeguši scendeva per il passo di Krstac, a tornanti, nel canyon della Škurda e fino a Špiljari. Era un sentiero per chi andava a piedi e a cavallo. Oggi alla Scala si arriva solo dal basso, dalla Porta Nord. Vi diremo come alla fine del giro.

    Verso la tappa successiva (⁨110 m⁩): La fortezza è circa centotrenta metri più su, per gradini ripidi.

  8. La fortezza di San Giovanni8
    Tappa 8solo testo

    La fortezza di San Giovanni

    Siete in cima, a circa duecentosessanta metri sul mare. Questo era il centro di comando della difesa di Kotor. L’Ente per il turismo di Kotor scrive che qui c’erano postazioni d’artiglieria, depositi d’armi e alloggi per la guarnigione. Nell’autunno del milleottocentotredici una guarnigione francese si chiuse nella fortezza. Le truppe montenegrine del principe vescovo Pietro Primo circondarono Kotor da terra, e le navi britanniche del capitano William Hoste la bloccarono dal mare. All’inizio del milleottocentoquattordici i francesi si arresero. Hoste consegnò la città a una commissione montenegrina, e per un breve periodo Kotor fu sotto il governo montenegrino. Poi il Congresso di Vienna la assegnò all’Austria. Guardate giù. Da qui si vede meglio il triangolo della città tra il mare, il fiume e la roccia, e quanto è piccola la città e quanto sono lunghe le mura. È facile immaginare qui una vedetta che segue ogni nave nella baia. Riposatevi e bevete un po’ d’acqua. La discesa è più dura per le ginocchia della salita, e i gradini sono più scivolosi quando si scende. Scendete piano, di lato se aiuta, e tenetevi al muro dove potete.

    Verso la tappa successiva (⁨270 m⁩): Scendete per gli stessi gradini fino alla chiesa della Madonna della Salute, circa settecento metri. Sotto le cappelle il sentiero si divide. Il ramo nord riporta all’ingresso vicino a Santa Maria, il ramo sud all’uscita dietro la cattedrale. Sono entrambi di circa quattrocento metri.

  9. La discesa: l’uscita sud9
    Tappa 9solo testoFacoltativa

    La discesa: l’uscita sud

    Siete scesi fino all’uscita sud, dietro la cattedrale di San Trifone. Qui c’è la seconda biglietteria. Oggi le mura hanno un ruolo nuovo. Solo tra aprile e agosto del duemiladiciannove ci sono salite quasi centomila persone. Per molto tempo il biglietto è costato otto euro, e da novembre del duemilaventitré ne costa quindici. Il ricavato, dice il comune, va alla manutenzione delle mura e dei sentieri. Per secoli gli eserciti hanno costruito e custodito queste mura. Oggi lo fa il biglietto. Se avete ancora energie e tempo, attraversate la città verso nord, per circa quattrocento metri, fino alla Porta Nord. Al di là, oltre il ponte sulla Škurda, comincia l’antico sentiero per Njeguši: la Scala di Kotor. Se per oggi avete finito, cercate un po’ d’ombra in una delle piazze. La città sotto le mura ha la sua passeggiata con audioguida, che parte dalla Porta Marina.

    Verso la tappa successiva (⁨350 m⁩): Per la Porta Nord, attraversate la città verso nord, per circa quattrocento metri, passando accanto alla chiesa di Santa Maria.

  10. La Scala di Kotor: l’antico sentiero per Njeguši10
    Tappa 10solo testoFacoltativa

    La Scala di Kotor: l’antico sentiero per Njeguši

    Qui, davanti alle mura nord, finiva l’antico sentiero che scendeva dalla montagna. Lo spiazzo fuori dalle mura si chiamava il Mercato montenegrino. Qui i montanari portavano le loro merci al mercato di Kotor. Il sentiero era stretto, per chi andava a piedi e a cavallo, ma fino alla seconda metà dell’Ottocento fu il collegamento principale tra l’entroterra montenegrino e il mare. Poi l’ingegnere Josip Slade progettò una strada carrozzabile. Il tratto da Kotor, con i suoi famosi venticinque tornanti, fu terminato nel milleottocentottantaquattro. Oggi l’antico sentiero è un percorso escursionistico segnato. Fino al passo di Krstac ci sono circa cinque chilometri, con più di mille metri di dislivello, circa quattro ore e mezza solo andata. C’è poca ombra e lungo la strada non c’è acqua sicura. Non è necessario arrivare in cima. Salite fino ai primi tornanti sopra Špiljari, guardate le mura e la fortezza dal lato che vedevano gli assalitori, e tornate per la stessa strada. Trovate la mappa e la descrizione sul nostro sito, alla voce Scala di Kotor.

    Verso la tappa successiva: Seguite i cartelli per la Scala di Kotor e Špiljari, risalendo il canyon della Škurda.

Alla fine

Congedo

Qui finisce il nostro giro sulle mura di Kotor. Siete saliti da Parilo fino a San Giovanni, attraverso circa quindici secoli di difesa, dalle tracce illiriche in cima fino alle cannoniere murate nel duemilaventisei. Se non l’avete ancora fatto, camminate anche nel centro storico con la nostra audioguida, che parte dalla Porta Marina. Sul sito di Travel to Montenegro trovate anche le pagine sulla fortezza di San Giovanni, sulle fortezze del Montenegro e sulle Bocche veneziane, e il sentiero della Scala di Kotor con la mappa. Grazie per essere saliti con noi. Bevete un po’ d’acqua e riposate le gambe.

Da sapere

Prima di partire

Ogni parola anche come testo

La narrazione completa di ogni tappa è in questa pagina e nel lettore, con la frase pronunciata evidenziata – per le vie rumorose e per i visitatori sordi e ipoudenti.

Funziona a schermo bloccato

Dopo aver premuto play, la narrazione continua a schermo spento; usa i tasti della schermata di blocco o delle cuffie per pausa e avanti.

La tua posizione resta sul telefono

La modalità posizione è facoltativa e funziona solo con questa pagina sullo schermo. Non riceviamo né conserviamo mai dove ti trovi.

Funziona offline

Scarica il tour prima di partire e funzionerà senza dati mobili.

Note pratiche

- Partenza: l’ingresso alle mura vicino alla chiesa di Santa Maria Collegiata (Parilo), nella parte nord del centro storico. Il secondo ingresso è dietro la cattedrale di San Trifone (piazza di Škaljari); i due sentieri si uniscono sotto la chiesa della Madonna della Salute. - Lunghezza: circa 1,1 km di salita fino alla fortezza di San Giovanni (circa 260 m s.l.m.) e circa 1,1 km di discesa; in tutto circa 2,2 km e circa 1.350 gradini. - Durata: circa 2 ore tra salita e discesa, con l’ascolto (la sola salita 45–60 min). - Estensione: la Scala di Kotor, l’antico sentiero per Njeguši, parte oltre la Porta Nord; fino al passo di Krstac 4,8 km e circa 1.070 m di dislivello (circa 4,5 h solo andata). La «finestra» tra la Scala e le mura è stata murata a maggio 2026. - Biglietto: 15 € (2026); gratis per i residenti in Montenegro. Si paga a entrambi gli ingressi; verificate gli orari sul posto. - Momento migliore: di primo mattino o dopo le 17, soprattutto d’estate e nei giorni con le navi da crociera in porto. Primavera e autunno sono i periodi più piacevoli. - Accessibilità: gradini di pietra ripidi, irregolari e levigati, in alcuni tratti senza parapetto; non adatto a passeggini né a sedie a rotelle; sconsigliato con problemi di cuore, alle ginocchia o di vertigini. - Portate: acqua (d’estate almeno 1,5 l), un cappello, crema solare e scarpe con buona suola. Lungo il sentiero non ci sono acqua né bagni; c’è una fontana all’ingresso vicino a Santa Maria.

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